Vegan “cheesecake” tarte con crema pasticciera (senza zucchero e senza glutine) // Vegan “cheesecake” custard tarte (sugar and gluten free)

(English recipe below)  Tratto da “Diario di una Quarantena”, giorno di prigionia numero… ? Ho perso il conto.

Cari amicici,
ovviamente, sto scherzando. Si legge di tutto in questo periodo e pure io volevo fare la mia parte nel dire cose insensate, per intasare ancora di più la rete di scempiaggini e soprattutto strapparvi un sorriso.
Sono giorni strani e per alcuni anche un po’ difficili. A volte mi sento in colpa a essere invece qui beata nella mia casetta a sfornare torte a tutto spiano con una pace e una serenità interiore, che nemmeno quando eravamo liberi di viaggiare, abbracciarci o semplicemente uscire di casa avevo.
Forse, avevo bisogno di questa quarantena. Per una volta, starmene a casa senza il pensiero di dover fare la lavatrice in tempo per riempire di nuovo la valigia. Avevo bisogno di sedermi e rifare un po’ il punto della situazione, fare un check di come sto vivendo, a quali cose sto dando la priorità, se la mia scala dei valori è corretta.
Io ci credo, che in certi avvenimenti ci siano segnali, avvertimenti, messaggi o insegnamenti, che per ognuno di noi possono variare. E sono convinta che, anche in questi “giorni di prigionia”, ci sia molto per me da imparare (e qualcosa credo di averlo già capito).
Quindi, quando leggo tutti i messaggi belli e positivi lasciati nella rete da chi fomenta a prendere questi mesi come un dono, un’opportunità per fare tutte quelle cose che si rimandano sempre, non posso fare altro che condividere il pensiero e annuire svariate volte con la testa. Hanno ragione!
Prendersi il tempo per sé stessi. È strano, no? Quando alla fine la vita è nostra e invece dobbiamo “trovare il tempo” per dedicarci a essa. Non dovrebbe essere così ogni istante che viviamo? Wow, che bello spunto di riflessione! Potrei scrivere per ore a riguardo! E invece non lo farò. Vi lascio così, con la pulce nell’orecchio a pensarci. Vi vedo già, intenti a chiedervi: “ma la mia vita, è proprio mia, o sto vivendo quella di qualcun altro”. Basta, turbarvi… passiamo al cibo che è meglio!

Tutto il preambolo poi, voleva solo portarci qui! Alzino la mano quanti di voi si sono riscoperti abili panificatori, chef stellati o mancati pasticceri durante la quarantena. Insomma, sembra che l’attività ricreativa più amata dagli Italiani in questo periodo sia proprio “cucinare”. E io un po’ vi capisco.

Per me, “spadellare” è un momento un po’ speciale. Non vi parlo di quando preparo i tre pasti canonici, ma quando mi dedico ad una ricetta diversa e magari anche complessa. Mi ci immergo. Ci siamo io e la sfida di realizzare un piatto elaborato. La mente si stacca da tutto quello che normalmente la turba.

Magari è stato così anche per quei milioni di italiani che hanno riscoperto il lievito madre in questi ultimi due mesi! E scusatemi, davvero! Io vi ammiro, perché non ho il coraggio di provarci. Anche perché una volta che sarà pronto il “tamagoci di farina”, come lo chiamo io, sicuro poi mi tocca ripartire e non c’è nessuno che può “sfamarlo”.

In questo ultimo periodo, la mia ossessione non è stata il pane. Ma, croissant francesi a parte, mi sono invece “intrippata” a guardare video di pasticceri professionisti impegnati a creare dolci che sembrano opere d’arti. Sono un po’ scettica sinceramente sui sapori, visto che ci sono mille ingredienti in ogni singolo pasticcino. Però, non è possibile negare il loro fascino!

Sono sempre stata attratta dalla pasticceria seria. Anche da piccola ogni sabato mi mettevo a ribaltare la cucina della mamma, per preparare qualche bella ricetta trovata sulla “Famiglia Cristiana” qualche settimana prima. Il giovedì compravo gli ingredienti, poi puntualmente se mancava qualcosa correvo dalla nonna a farmi prestare quello che mi serviva. E ricordo anche come fosse drammatico non avere burro o uova, se la ricetta li richiedeva. (Mi sembra stranissimo pensare che oggi non li uso più e tutto funziona lo stesso!).

Mi sono decisa quindi a impiegare i giorni di prigionia per provare a fare anche io un dolce che fosse così bello, ma attenzione! Non così complicato! E quindi mi sono fatta un piccolo regalo, comprando degli anelli professionali per crostate. Tecnicamente si chiamano TARTE RING e sono degli anelli traforati ideali per realizzare delle crostate dal bordo regolare.

vegan tarte

La praticità di questi anelli è che non avendo il fondo, vi basterà rimuoverli sfilandoli dall’alto per sformare la crostata, mentre nella tortiera da “pie” tradizionale, se non avete unto bene, rischiate che vi resti appiccicata sul fondo. Parlo perché a me è successo 2 volte su 3 e anche perché, come dice mio marito, ho fatto esplodere la tortiera che avevo di vetro, probabilmente perché mi stava antipatica!

Ovviamente, il ring funziona se avete un impasto compatto, mentre se avete un impasto liquido o che necessita di un supporto non lo potete utilizzare.
Ne esistono di tutte le forme, dimensioni e qualità. Ma io vi consiglio quelli della linea di Silkomart (che io ho acquistato sul sito di Peroni snc).

Tarte Ring Silkomart

Trovo che il loro prezzo sia ragionevole vista la qualità e inoltre sono molto pratici. I forellini lungo il bordo aiutano la cottura della pasta che altrimenti potrebbe rischiare di gonfiarsi, mentre il fondo della crostata ovviamente è sempre meglio bucherellarlo proprio per evitare rigonfiamenti non desiderati.

Io ho acquistato la confezione contenenti due anelli da 15 cm di diametro ciascuno. Vengono delle crostate di medie dimensioni, secondo me una misura abbastanza versatile quando volete un dolce piccolo, ma che non sia troppo piccolo!

La ricetta che vi propongo è proprio fatta per realizzare due crostate di queste dimensioni (ricetta elaborata con grandi calcoli matematici per non fare avanzi. Opera dell’ingegnere di casa, perché se fosse per me avrei sbagliato ahah).

Eccovi la ricetta della mia prima tart “semi professionale”.

“Cheesecake” Tarte con crema pasticciera vegan

Ingredienti per le basi:

90 gr mandorle
90 gr fiocchi d’avena
10 gr farina di riso + extra per impastare
20 ml olio extra vergine d’oliva
40 ml acqua naturale
1/2 cucchiaio di lievito
1 cucchiaio di sciroppo di riso
15 gr stevia in polvere
(scorza di limone opzionale)

Per la crema:
430 gr latte di soia (o altro latte vegetale)
43 gr amido di mais
1 cucchiaio di stevia (se il latte vegetale non è già dolcificato)
un pizzico di curcuma
un pizzico di scorza d’arancia

Per decorare:
opzione 1: una mela cotta tagliata fine e qualche scaglia di cioccolato
opzione 2: fragole fresche, cocco rapé, crema d’arachidi al naturale e pistacchi

Procedimento:

1 – in un robot da cucina trita le mandorle e l’avena fino ad ottenere un farina piuttosto fine;

2 – uniscile alla farina di riso in un altro recipiente, aggiungi la stevia e il lievito e mescola bene il tutto;

3 – aggiungi l’acqua, l’olio, il malto di riso e inizia a impastare con le mani;

4 – una volta ottenuto un impasto liscio e omogeneo, stendilo con un matterello fino a raggiungere uno spessore ci circa 4 mm;

5 – usa l’anello per incidere la base, rimuovi la pasta in eccesso, poi trasferisci il cerchio di pasta ottenuto su una teglia da forno coperta da della carta da forno e posiziona il ring attorno alla pasta;

6 – ora riprendi l’impasto e stendilo nuovamente fino a raggiungere uno spessore di 4 mm. Usando un righello cerca di tagliare delle strisce precise, mezzo centimetro più grandi rispetto al bordo del ring. Nel mio caso, il ring aveva uno spessore di 2 cm, perciò ho tagliato due strisce di 2, 5 cm;

7 – posiziona le strisce sul bordo del ring per creare il bordo della crostata e premi leggermente con un dito per farlo aderire alla base della crostata;

8 – con una forchettina esercita una pressione usandone i dentini nella parte che unisce il bordo alla base e aiutati con il dito per livellare;

9 – pratica dei forellini anche nell’impasto per evitare che faccia bolle durante la cottura. Esegui gli stessi passaggi per il secondo anello;

10 – inforna nel forno preriscaldato a 160 gradi (statico) per circa 10 minuti;

11 – una volta pronte, fai raffreddare bene le basi della tua crostata prima di sfilare gli anelli, poi se vuoi, ungile usando un pennello con una soluzione di acqua e malto di riso in parti uguali. Servirà a lucidarle, ma occhio a non bagnarle troppo, dovrai inumidire appena appena la punta del pennello;

12 – in un pentolino scalda tutti gli ingredienti della crema mescolando continuamente e porta a bollore. Il latte inizierà ad addensarsi e a quel punto rimuovilo dal fuoco;

13 – versa subito la crema all’interno delle due crostate fino a raggiungere il bordo, poi fai raffreddare completamente;

14 – una volta fredde decorarle come preferisci e conserva in frigo.

Eng

“Cheesecake” Vegan Tarte with custard creme

vegan tarte

Ingridients for the base:

90 gr almonds
90 gr rolled oats
10 gr rice flour + extra for dusting
20 ml extra virgin olive oil
40 ml still water
1/2 tbsp baking powder
1 tbsp rice malt syrup
15 gr stevia powder
(lemon zest optional)

For the vegan custard cream:
430 gr soy milk (or vegetable milk of choice)
43 gr cornstarch
1 tbsp stevia powder (only if you are using unsweetened vegetable milk)
sprinkle of turmeric powder
sprinkle of orange zest

For the topping:
1 choice: apple slices par cooked and grated chocolate
2 choice: fresh strawberries, grated coconut, natural peanut butter, pistachios

Method:

1 – in a food processor reduce the almonds and oats into a rather fine flour;

2 – add them to the rice flour in another bowl, add the stevia and baking powder and mix well;

3 – add water, oil, rice malt syrup and start kneading with your hands;

4 – once you have obtained a smooth and homogeneous dough, spread it with a rolling pin until it reaches a 4 mm thickness;

5 – use the ring to engrave the base, remove the excess dough, then transfer the pastry circle to a baking sheet covered with baking paper and place the ring around the dough;

6 – now take the dough again and spread it again until it reaches a thickness of 4 mm. Using a ruler, try to cut precise stripes, half a centimeter larger than the edge of the ring. In my case, the ring was 2 cm thick, so I cut two strips of 2,5 cm;

7 – place the strips on the edge of the ring to create the edge of the tart and press lightly with one finger to make it adhere to the base of the tart;

8 – with a fork, apply pressure using its teeth in the part that joins the edge to the base and help with your finger to level;

9 – poke holes in the dough to prevent it from bubbling during baking. Perform the same steps for the second ring;

10 – bake in the preheated oven at 160 degrees (static) for about 10 minutes;

11 – Once ready, cool the bases of the tarts well before removing the rings, then if you want, grease them using a brush with a solution of water and rice malt syrup in equal parts. It will serve to polish them, but be aware not to wet them too much, you will have to moisten just the tip of the brush;

12 – in a saucepan heats all the ingredients for the cream by stirring continuously and bring to the boil. The milk will begin to thicken and at that point remove it from the heat;

13 – immediately pour the cream inside the two tarts until you reach the edge, then let it cool completely;

14 – once cold decorate as you like and store in the fridge.

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